Percentuali di ricarico nel settore edile: come calcolare margini e prezzi

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Nel settore edile non esiste una percentuale di ricarico unica e valida per tutte le imprese.

Il ricarico da applicare a materiali, manodopera, noli e altre voci di un lavoro dipende infatti dalla struttura dei costi dell’impresa, dal tipo di cantiere, dal rischio dell’intervento, dalla durata prevista e dal margine necessario per rendere economicamente sostenibile il lavoro.

Per questo parlare di una percentuale media valida per tutta l’edilizia può essere fuorviante.

Un’impresa che realizza piccole ristrutturazioni ha costi e rischi molto diversi rispetto a un’azienda che gestisce cantieri complessi, subappalti, mezzi pesanti e lavori di lunga durata.

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Cos’è il ricarico nel settore edile

Il ricarico è la maggiorazione applicata a un costo per determinare il prezzo di vendita.

La formula è:

Ricarico % = (Prezzo di vendita – Costo) / Costo × 100

Esempio:

  • costo di un materiale: 1.000 euro;
  • prezzo addebitato: 1.250 euro.

Il ricarico è:

(1.250 – 1.000) / 1.000 × 100 = 25%

Questo però non significa che l’impresa abbia ottenuto un utile netto del 25%.

La differenza deve contribuire a coprire numerosi costi indiretti.

Ricarico e margine non sono la stessa cosa

È una distinzione fondamentale.

Con:

  • costo: 1.000 euro;
  • prezzo di vendita: 1.250 euro;
  • differenza: 250 euro;

il ricarico è:

250 / 1.000 × 100 = 25%

Il margine sul prezzo di vendita è invece:

250 / 1.250 × 100 = 20%

Quindi:

ricarico 25% ≠ margine 25%.

Confondere i due concetti può portare a preventivi sbagliati e a una redditività inferiore a quella prevista.

Su cosa si applica il ricarico in edilizia

Un preventivo edile può contenere diverse componenti.

Tra le più comuni:

  • materiali;
  • manodopera;
  • trasporto;
  • noli;
  • attrezzature;
  • mezzi;
  • ponteggi;
  • smaltimento;
  • subappalti;
  • sicurezza;
  • spese generali di cantiere;
  • costi amministrativi;
  • imprevisti;
  • utile d’impresa.

Il ricarico non deve necessariamente essere uguale su tutte le voci.

Un materiale costoso può essere gestito con una logica diversa rispetto a una lavorazione che richiede molta manodopera o rispetto a un noleggio.

Ricarico sui materiali edili

I materiali possono comprendere:

  • cemento;
  • laterizi;
  • ferro;
  • isolanti;
  • piastrelle;
  • cartongesso;
  • intonaci;
  • colle;
  • serramenti;
  • prodotti impermeabilizzanti;
  • finiture;
  • minuteria.

Il prezzo finale del materiale fornito dall’impresa non dipende soltanto dal prezzo di acquisto.

Bisogna considerare anche:

  • trasporto;
  • scarico;
  • movimentazione;
  • deposito;
  • rotture;
  • sfridi;
  • resi;
  • ordini;
  • tempo amministrativo;
  • gestione dei fornitori;
  • rischio di variazione dei prezzi.

Per questo il costo effettivo del materiale può essere superiore al semplice prezzo indicato nella fattura del fornitore.

Ricarico sulla manodopera

La manodopera non coincide semplicemente con il salario dell’operaio.

Il costo reale per l’impresa può comprendere:

  • retribuzione;
  • contributi;
  • assicurazioni;
  • ferie;
  • malattia;
  • formazione;
  • dispositivi di protezione;
  • tempi improduttivi;
  • spostamenti;
  • organizzazione;
  • costi amministrativi.

Inoltre, non tutte le ore lavorate sono direttamente fatturabili al cliente.

Tempo dedicato a:

  • sopralluoghi;
  • preventivi;
  • ordini;
  • telefonate;
  • organizzazione del cantiere;
  • trasferimenti;

deve comunque essere finanziato dai lavori eseguiti.

Noli e attrezzature

Un cantiere può richiedere:

  • escavatori;
  • piattaforme;
  • gru;
  • ponteggi;
  • betoniere;
  • generatori;
  • mezzi speciali;
  • utensili professionali.

Anche quando un’attrezzatura è di proprietà dell’impresa, utilizzarla ha un costo.

Bisogna considerare:

  • ammortamento;
  • manutenzione;
  • carburante;
  • assicurazione;
  • riparazioni;
  • trasporto;
  • fermo macchina.

Per questo il costo di utilizzo delle attrezzature deve essere incluso correttamente nel preventivo.

Spese generali di cantiere

Uno degli errori più frequenti è calcolare il prezzo sommando semplicemente materiali e manodopera.

Un cantiere genera anche molti costi indiretti.

Tra questi:

  • organizzazione;
  • direzione operativa;
  • sopralluoghi;
  • ufficio;
  • telefono;
  • amministrazione;
  • mezzi aziendali;
  • assicurazioni;
  • utenze;
  • commercialista;
  • software;
  • gestione documentale.

Questi costi devono essere distribuiti sui lavori.

Se vengono ignorati, il preventivo può sembrare redditizio ma generare margini molto più bassi del previsto.

Sicurezza

La sicurezza rappresenta una componente importante del costo di un cantiere.

Possono esserci spese per:

  • DPI;
  • segnaletica;
  • protezioni;
  • ponteggi;
  • formazione;
  • procedure;
  • coordinamento;
  • documentazione.

Questi costi non dovrebbero essere considerati come un elemento secondario.

Devono entrare nella valutazione economica complessiva del lavoro.

Subappalti

Molte imprese affidano alcune lavorazioni ad aziende specializzate.

Per esempio:

  • impianti elettrici;
  • impianti idraulici;
  • carpenteria;
  • serramenti;
  • impermeabilizzazioni;
  • opere specialistiche.

Anche in questo caso l’impresa principale sostiene costi aggiuntivi di:

  • coordinamento;
  • gestione;
  • verifica;
  • responsabilità;
  • amministrazione.

Il prezzo del subappaltatore non rappresenta quindi necessariamente il costo totale sostenuto dall’impresa principale.

Imprevisti e rischio

L’edilizia è un settore nel quale gli imprevisti sono frequenti.

Possono emergere:

  • problemi strutturali;
  • difetti nascosti;
  • ritardi;
  • difficoltà logistiche;
  • errori progettuali;
  • problemi di approvvigionamento;
  • variazioni richieste dal cliente;
  • interferenze con altri lavori.

Un preventivo che non considera alcun margine per il rischio può diventare rapidamente non redditizio.

Questo è particolarmente importante nei lavori a prezzo fisso.

Come calcolare il ricarico in un preventivo edile

Un metodo più corretto consiste nel partire dal costo reale dell’intervento.

Esempio:

  • materiali: 10.000 euro;
  • manodopera: 7.000 euro;
  • noli: 1.500 euro;
  • trasporti: 700 euro;
  • sicurezza: 500 euro;
  • subappalti: 2.000 euro;
  • quota spese generali: 1.800 euro.

Costo complessivo:

23.500 euro

A questo punto l’impresa deve aggiungere il margine necessario a:

  • coprire il rischio;
  • finanziare l’attività;
  • produrre un utile.

Non esiste però una percentuale universale da applicare automaticamente.

Esempio con ricarico del 20%

Se l’impresa decidesse di applicare un ricarico del 20% sul costo complessivo:

23.500 × 20% = 4.700 euro

Prezzo:

28.200 euro

Il ricarico è del 20%.

Ma il margine sul prezzo finale sarebbe:

4.700 / 28.200 × 100 = circa 16,7%

Ancora una volta, ricarico e margine non coincidono.

Perché non esiste una percentuale standard

Due lavori apparentemente simili possono avere caratteristiche economiche molto diverse.

Per esempio:

Cantiere A

  • facile accesso;
  • materiali standard;
  • tempi brevi;
  • pochi imprevisti;
  • nessun subappalto.

Cantiere B

  • centro storico;
  • accesso difficile;
  • materiali speciali;
  • molti subappaltatori;
  • lunga durata;
  • rischio elevato.

Applicare la stessa percentuale di ricarico ai due lavori potrebbe essere poco razionale.

Ricarico su piccoli lavori

Nei piccoli interventi il ricarico percentuale può apparire più elevato.

Il motivo è semplice.

Un lavoro da poche centinaia di euro può comunque richiedere:

  • sopralluogo;
  • preventivo;
  • spostamento;
  • acquisto del materiale;
  • organizzazione;
  • fatturazione.

Questi costi incidono molto di più su un piccolo lavoro rispetto a un cantiere da decine di migliaia di euro.

Ricarico sui grandi lavori

Nei lavori di importo elevato la logica può cambiare.

Un ricarico percentuale più basso può comunque generare un margine assoluto significativo.

Ma aumentano anche:

  • capitale immobilizzato;
  • rischio;
  • esposizione finanziaria;
  • durata del cantiere;
  • responsabilità;
  • possibilità di ritardi nei pagamenti.

Per questo non bisogna valutare soltanto la percentuale.

Costi finanziari

Un altro elemento spesso trascurato è il tempo che passa tra:

  • acquisto dei materiali;
  • pagamento dei fornitori;
  • pagamento dei dipendenti;
  • incasso dal cliente.

Se l’impresa anticipa denaro per mesi, sostiene un costo finanziario.

Questo può incidere sulla redditività reale del lavoro.

Acconti e stati di avanzamento

Nei lavori più importanti può essere utile prevedere:

  • acconto iniziale;
  • pagamenti intermedi;
  • SAL;
  • saldo finale.

Questo riduce l’esposizione finanziaria dell’impresa.

Un lavoro apparentemente molto redditizio può diventare problematico se l’impresa deve finanziare interamente il cantiere per diversi mesi.

Varianti in corso d’opera

Le modifiche richieste durante il cantiere rappresentano uno dei principali rischi economici.

Per esempio:

  • cambio dei materiali;
  • nuove lavorazioni;
  • modifiche progettuali;
  • demolizioni aggiuntive;
  • finiture diverse;
  • opere non previste.

È importante che le varianti siano quantificate separatamente.

Altrimenti il costo aggiuntivo rischia di essere assorbito interamente dall’impresa.

Prezzo fisso o a misura

Anche il tipo di contratto influenza il rischio.

Prezzo fisso

L’impresa si assume maggiormente il rischio di variazioni dei costi e delle quantità.

Lavori a misura

Il prezzo dipende maggiormente dalle quantità effettivamente eseguite.

La struttura del ricarico dovrebbe tenere conto anche di questo elemento.

Errori da evitare

Tra gli errori più comuni:

  • copiare le percentuali dei concorrenti;
  • applicare un unico ricarico a qualsiasi lavoro;
  • ignorare le spese generali;
  • non considerare gli imprevisti;
  • dimenticare i costi finanziari;
  • confondere ricarico e margine;
  • sottovalutare il tempo di organizzazione;
  • non calcolare correttamente la manodopera;
  • non valorizzare attrezzature e mezzi;
  • accettare varianti senza aggiornare il preventivo.

Come capire se un lavoro è realmente redditizio

Il controllo non dovrebbe terminare con il preventivo.

A fine cantiere conviene confrontare:

costi previsti vs costi reali

Analizzando:

  • materiali;
  • ore lavorate;
  • noli;
  • trasporti;
  • subappalti;
  • imprevisti;
  • durata.

Solo in questo modo l’impresa può capire se il ricarico utilizzato è stato sufficiente.

Differenza tra utile e ricarico

Il ricarico non rappresenta automaticamente l’utile.

Dal ricarico devono ancora essere assorbiti diversi costi.

L’utile è ciò che rimane dopo aver considerato tutti i costi dell’attività.

Per questo un’impresa può applicare un ricarico apparentemente elevato e ottenere comunque un utile contenuto.

Esiste un ricarico minimo per legge?

Non esiste una percentuale generale di ricarico obbligatoria per le imprese edili.

L’impresa determina i propri prezzi sulla base dei costi, del mercato e delle condizioni contrattuali.

Il punto fondamentale è che il prezzo deve essere economicamente sostenibile per l’impresa e chiaramente definito con il cliente.

Domande frequenti

Qual è la percentuale di ricarico nel settore edile?

Non esiste una percentuale unica valida per tutte le imprese. Dipende da costi, tipo di lavoro, rischio, struttura aziendale e condizioni del cantiere.

Il ricarico si applica solo ai materiali?

No. Il prezzo complessivo può includere maggiorazioni e quote per manodopera, attrezzature, noli, gestione e altri costi.

Ricarico e margine sono la stessa cosa?

No. Il ricarico viene calcolato sul costo, mentre il margine viene rapportato al prezzo di vendita.

Se applico un ricarico del 20%, il mio utile è del 20%?

No. Il ricarico deve ancora coprire costi indiretti, rischio e altre spese.

Come calcolo il prezzo di un lavoro edile?

Bisogna sommare tutti i costi diretti e indiretti e aggiungere un margine adeguato alla complessità e al rischio dell’intervento.

Devo usare la stessa percentuale su tutti i lavori?

Non necessariamente. Cantieri diversi possono richiedere strategie di prezzo differenti.

I piccoli lavori possono avere un ricarico più alto?

Può accadere perché i costi fissi di sopralluogo, organizzazione e amministrazione incidono maggiormente sui lavori di importo ridotto.

Come faccio a sapere se il mio ricarico è sufficiente?

Bisogna confrontare costi preventivati e costi reali a fine lavoro e verificare il margine effettivamente ottenuto.

Conclusione

Nel settore edile non esiste una percentuale di ricarico perfetta valida per ogni impresa e ogni cantiere.

Il ricarico deve essere costruito partendo da:

  • materiali;
  • manodopera;
  • attrezzature;
  • noli;
  • sicurezza;
  • subappalti;
  • spese generali;
  • rischio;
  • costi finanziari;
  • margine desiderato.

La cosa più importante è conoscere con precisione il costo reale del lavoro.

Solo partendo da quel dato è possibile costruire un prezzo sostenibile, evitare preventivi in perdita e ottenere una redditività adeguata.

Il ricarico, quindi, non dovrebbe essere una percentuale scelta a caso o copiata da altri, ma il risultato di un’analisi concreta dei costi dell’impresa e del rischio del singolo cantiere.

By Redazione Campania

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