Ricarico per giro fattura: cos’è, come funziona e quando applicarlo

Il ricarico per giro fattura indica, nel linguaggio commerciale, la maggiorazione applicata a un costo sostenuto da un’impresa quando un bene o un servizio viene successivamente fatturato a un altro soggetto.

Può accadere, per esempio, quando un’impresa acquista un servizio da un fornitore e lo include successivamente nella propria fattura al cliente, oppure quando all’interno di un rapporto commerciale un soggetto sostiene determinati costi e li riaddebita insieme alla propria prestazione.

Il punto fondamentale è distinguere tra:

  • semplice riaddebito o rifatturazione;
  • rimborso di un’anticipazione effettuata in nome e per conto del cliente;
  • vendita o prestazione con applicazione di un vero ricarico commerciale;
  • operazioni tra società dello stesso gruppo.

Sono situazioni differenti e possono avere conseguenze IVA e fiscali diverse.

Che cos’è il ricarico per giro fattura

Supponiamo che un’impresa sostenga un costo di:

1.000 euro

e decida di fatturarlo al proprio cliente per:

1.200 euro

La differenza è:

1.200 – 1.000 = 200 euro

Il ricarico è:

200 / 1.000 × 100 = 20%

L’impresa non si limita quindi a recuperare il costo sostenuto, ma applica una maggiorazione.

Questa maggiorazione può servire a remunerare:

  • attività di organizzazione;
  • coordinamento;
  • gestione amministrativa;
  • approvvigionamento;
  • responsabilità;
  • rischio;
  • attività commerciale;
  • utile dell’impresa.

Il termine “giro fattura” non identifica una particolare categoria fiscale

“Giro fattura” è soprattutto un’espressione utilizzata nella pratica commerciale.

Dal punto di vista fiscale è necessario capire quale operazione economica viene effettivamente realizzata.

Non è quindi sufficiente dire che una fattura è stata “girata” a un cliente.

Bisogna verificare:

  • chi ha acquistato il bene o servizio;
  • per conto di chi è stato sostenuto il costo;
  • chi risulta intestatario della fattura originaria;
  • quale prestazione viene resa al cliente;
  • se esiste una maggiorazione;
  • quale disciplina IVA si applica all’operazione.

Riaddebito di un costo e ricarico non sono la stessa cosa

Supponiamo che l’impresa A acquisti un servizio per 500 euro e successivamente lo riaddebiti al cliente.

Sono possibili situazioni differenti.

Riaddebito di 500 euro

L’impresa recupera esattamente il costo sostenuto.

Riaddebito di 600 euro

L’impresa recupera il costo e aggiunge 100 euro.

In questo secondo caso vi è economicamente una maggiorazione del:

100 / 500 × 100 = 20%

La presenza o meno del ricarico, però, non determina da sola il trattamento IVA.

Conta soprattutto la natura dell’operazione.

Attenzione all’articolo 15 del DPR 633/1972

Uno degli errori più frequenti consiste nel pensare che qualsiasi spesa riaddebitata senza maggiorazione possa essere automaticamente esclusa dall’IVA.

Non è così.

L’articolo 15 del DPR 633/1972 disciplina, tra le altre ipotesi, le somme dovute a titolo di rimborso delle anticipazioni fatte in nome e per conto della controparte, purché regolarmente documentate.

È quindi necessario che ricorrano le condizioni previste dalla norma.

Il semplice fatto che un’impresa sostenga una spesa e successivamente chieda al cliente lo stesso importo non significa automaticamente che il rimborso rientri nell’articolo 15.

Esempio di anticipazione in nome e per conto

Un professionista potrebbe sostenere una spesa direttamente in nome e per conto del cliente, documentata secondo le condizioni previste.

In presenza dei requisiti dell’articolo 15, il rimborso di quella specifica anticipazione può essere escluso dalla base imponibile IVA.

È una situazione diversa da quella in cui il professionista acquista un servizio intestato a sé e successivamente lo rifattura al cliente.

Quando un costo rifatturato può essere soggetto a IVA

Se il costo è stato sostenuto direttamente dall’impresa nell’ambito della propria attività e viene successivamente addebitato al cliente come parte della prestazione, il suo trattamento non coincide necessariamente con quello delle anticipazioni ex articolo 15.

La corretta gestione dipende dalla natura dell’operazione principale e dalle modalità con cui il costo è stato sostenuto e riaddebitato.

Per questo, soprattutto nelle operazioni più complesse, è opportuno verificare il trattamento con il proprio commercialista.

Come calcolare il ricarico

La formula è:

Ricarico % = (Prezzo fatturato – Costo sostenuto) / Costo sostenuto × 100

Esempio:

  • costo sostenuto: 2.000 euro;
  • prezzo fatturato: 2.500 euro.

Differenza:

500 euro

Ricarico:

500 / 2.000 × 100 = 25%

Ricarico e margine nel giro fattura

Anche in questo caso bisogna distinguere tra ricarico e margine.

Con:

  • costo: 2.000 euro;
  • prezzo: 2.500 euro;
  • differenza: 500 euro;

il ricarico è:

500 / 2.000 × 100 = 25%

Il margine sul prezzo è invece:

500 / 2.500 × 100 = 20%

Quindi:

ricarico 25% ≠ margine 25%.

La differenza tra i due concetti è approfondita nella nostra guida su margine e ricarico.

Il ricarico per giro fattura è obbligatorio?

Non esiste una percentuale generale obbligatoria che debba essere aggiunta ogni volta che un costo viene rifatturato.

La presenza e l’entità della maggiorazione dipendono principalmente da:

  • accordi commerciali;
  • attività effettivamente svolta;
  • costi sostenuti;
  • struttura dell’operazione;
  • rapporti tra le parti;
  • eventuali discipline fiscali specifiche.

Un’impresa può quindi riaddebitare un costo senza maggiorazione oppure applicare un ricarico, se ciò è coerente con il rapporto commerciale.

Quanto ricarico applicare

Non esiste una percentuale standard.

Il ricarico può essere determinato considerando:

  • costi amministrativi;
  • gestione dell’ordine;
  • trasporto;
  • rischio;
  • capitale anticipato;
  • personale;
  • coordinamento;
  • responsabilità;
  • margine desiderato.

Per esempio, anticipare 10.000 euro per diversi mesi può avere un impatto finanziario molto diverso rispetto a sostenere un costo di 100 euro recuperato immediatamente.

Ricarico e costi amministrativi

Anche una semplice intermediazione può comportare attività come:

  • ricerca del fornitore;
  • negoziazione;
  • ordine;
  • controllo della fornitura;
  • gestione delle fatture;
  • pagamento anticipato;
  • contabilità;
  • assistenza al cliente.

La maggiorazione può quindi remunerare servizi reali prestati dall’impresa.

Ricarico nelle operazioni infragruppo

Quando le operazioni avvengono tra società appartenenti allo stesso gruppo è necessario prestare maggiore attenzione.

Il fatto che due società siano collegate non significa automaticamente che debba essere applicato un determinato ricarico.

Devono essere considerate:

  • natura dell’operazione;
  • funzioni svolte dalle società;
  • rischi sostenuti;
  • beni utilizzati;
  • condizioni contrattuali;
  • valore economico dei servizi prestati.

In determinate operazioni internazionali tra imprese associate può inoltre trovare applicazione la disciplina dei prezzi di trasferimento.

Questa materia è distinta dal semplice ricarico commerciale utilizzato nelle normali transazioni tra imprese indipendenti.

Transfer pricing: non va confuso con il normale giro fattura

Il transfer pricing riguarda principalmente la corretta determinazione dei prezzi nelle operazioni tra imprese associate appartenenti a gruppi internazionali.

Non significa che qualsiasi fattura tra due società dello stesso gruppo debba necessariamente contenere un ricarico prestabilito.

La valutazione richiede un’analisi delle funzioni svolte e delle condizioni dell’operazione.

Per operazioni infragruppo rilevanti è quindi opportuno effettuare una verifica fiscale specifica.

Giro fattura tra società italiane

Anche tra società italiane dello stesso gruppo possono esserci riaddebiti di:

  • personale;
  • servizi amministrativi;
  • software;
  • consulenze;
  • affitti;
  • utenze;
  • acquisti centralizzati.

In questi casi è importante che le operazioni abbiano una reale giustificazione economica e siano adeguatamente documentate.

Il semplice passaggio della fattura da una società all’altra non sostituisce la necessità di identificare la prestazione effettivamente resa.

Ricarico nelle agenzie e società di servizi

Il giro fattura è frequente anche quando una società acquista beni o servizi destinati a un progetto del cliente.

Per esempio:

  • campagne pubblicitarie;
  • stampa;
  • consulenze;
  • software;
  • servizi tecnici;
  • noleggi;
  • forniture.

L’agenzia può acquistare direttamente il servizio e successivamente fatturare al cliente un prezzo comprensivo della propria remunerazione.

Il ricarico può quindi rappresentare parte del modello commerciale dell’impresa.

Fatturazione elettronica

La presenza di un ricarico non crea una particolare tipologia di fattura elettronica.

La fattura deve documentare correttamente l’operazione effettuata secondo le normali regole IVA applicabili.

Per la fattura immediata, in via generale, l’emissione deve avvenire entro i termini previsti dalla normativa rispetto al momento di effettuazione dell’operazione.

Possono inoltre esistere ipotesi di fatturazione differita quando ricorrono i relativi requisiti.

Descrizione in fattura

Una descrizione sufficientemente chiara aiuta a documentare la natura dell’operazione.

A seconda dei casi può essere utile indicare, per esempio:

  • servizio di coordinamento;
  • fornitura di materiale;
  • servizio acquistato e riaddebitato;
  • gestione della commessa;
  • servizio di procurement;
  • spese sostenute nell’ambito della prestazione.

La descrizione deve corrispondere all’operazione realmente effettuata.

Esempio di giro fattura con ricarico

L’impresa Alfa riceve da un fornitore una fattura per un servizio del valore di:

5.000 euro

Alfa gestisce:

  • scelta del fornitore;
  • coordinamento;
  • amministrazione;
  • controllo del servizio;
  • responsabilità verso il cliente.

Decide di fatturare il servizio al cliente per:

6.000 euro

La differenza è:

1.000 euro

Il ricarico è:

1.000 / 5.000 × 100 = 20%

Il margine rispetto al prezzo di vendita è:

1.000 / 6.000 × 100 = circa 16,7%

Giro fattura senza ricarico

La stessa impresa potrebbe invece fatturare:

5.000 euro

recuperando esattamente il costo.

In questo caso il ricarico commerciale è:

0%

Questo non significa però automaticamente che l’importo sia fuori campo IVA o escluso ai sensi dell’articolo 15.

Il trattamento dipende dalla natura concreta dell’operazione.

Ricarico minimo per legge

Non esiste una percentuale minima generale di ricarico applicabile a tutte le operazioni commerciali.

L’impresa deve determinare il prezzo tenendo conto dei propri costi e degli accordi con il cliente.

Il tema è approfondito nella guida dedicata al ricarico minimo per legge.

Errori da evitare

Tra gli errori più comuni:

  • considerare qualsiasi rimborso come escluso dall’IVA;
  • utilizzare automaticamente l’articolo 15;
  • confondere ricarico e margine;
  • applicare percentuali senza conoscere il costo reale;
  • creare operazioni prive di una reale giustificazione economica;
  • descrivere in modo poco chiaro l’operazione in fattura;
  • confondere normale rifatturazione e transfer pricing;
  • ignorare le regole specifiche delle operazioni infragruppo.

Quali documenti conservare

A seconda dell’operazione può essere utile conservare:

  • fattura del fornitore;
  • fattura emessa al cliente;
  • contratto;
  • ordine;
  • preventivo;
  • documenti di trasporto;
  • corrispondenza commerciale;
  • documentazione relativa al servizio svolto;
  • prova dei pagamenti.

Una documentazione coerente aiuta a dimostrare la reale natura economica dell’operazione.

Domande frequenti

Cos’è il ricarico per giro fattura?

È la maggiorazione applicata al costo di un bene o servizio successivamente fatturato a un cliente o a un altro soggetto.

Il ricarico è obbligatorio?

No. Non esiste una percentuale generale obbligatoria.

Posso rifatturare un costo senza ricarico?

In linea generale, le parti possono concordare anche il semplice recupero del costo. Il trattamento fiscale deve però essere valutato in base alla natura dell’operazione.

Se rifatturo lo stesso importo posso usare automaticamente l’articolo 15?

No. L’articolo 15 riguarda specifiche anticipazioni effettuate in nome e per conto della controparte e regolarmente documentate.

Ricarico e margine sono uguali?

No. Il ricarico viene calcolato sul costo, mentre il margine viene calcolato sul prezzo di vendita.

Esiste un ricarico minimo per legge?

Non esiste una percentuale generale minima obbligatoria per tutte le attività.

Il giro fattura è soggetto a IVA?

Dipende dalla natura dell’operazione. Una normale rifatturazione nell’ambito di una cessione o prestazione non deve essere confusa con le anticipazioni escluse dalla base imponibile previste dall’articolo 15.

Le operazioni tra società dello stesso gruppo devono avere sempre un ricarico?

Non necessariamente. Occorre valutare l’operazione concreta, i servizi realmente svolti e, quando applicabile, la disciplina fiscale delle operazioni infragruppo.

Conclusione

Il ricarico per giro fattura non è una particolare aliquota fiscale né una percentuale stabilita dalla legge.

È una scelta commerciale attraverso la quale un’impresa può aggiungere una maggiorazione a un costo sostenuto e successivamente fatturato al cliente.

La cosa più importante è distinguere correttamente tra:

  • riaddebito;
  • anticipazione in nome e per conto;
  • vendita o prestazione con ricarico;
  • operazioni infragruppo.

Questa distinzione permette di evitare uno degli errori più frequenti: trattare qualsiasi spesa rifatturata come un semplice rimborso escluso dall’IVA.

Per le operazioni di importo rilevante o fiscalmente complesse è sempre opportuno verificare la corretta impostazione con il proprio consulente fiscale.

By Redazione Campania

Related Posts

No widgets found. Go to Widget page and add the widget in Offcanvas Sidebar Widget Area.