Molti professionisti, freelance o dipendenti si trovano prima o poi a dover scegliere tra partita IVA e contratto di lavoro subordinato. Entrambe le modalità offrono vantaggi e svantaggi, ma la decisione dipende da vari fattori: tipo di attività, autonomia desiderata, sicurezza economica e regime fiscale.
Nel 2024, secondo i dati dell’ISTAT, in Italia si contano oltre 5,2 milioni di lavoratori autonomi e 18 milioni di dipendenti. Questo equilibrio mostra come il mondo del lavoro stia evolvendo in direzioni molto diverse e sempre più personalizzabili.

Vantaggi e svantaggi della partita IVA
La partita IVA è spesso la scelta di chi lavora da freelance, come consulenti, creativi, tecnici e professionisti digitali. I principali vantaggi sono:
- Flessibilità: puoi gestire orari, clienti e modalità di lavoro in autonomia
- Maggiore potenziale di guadagno (in assenza di limiti contrattuali)
- Possibilità di dedurre costi e spese professionali
- Regime forfettario agevolato fino a 85.000 euro/anno (con imposta sostitutiva al 15% o al 5% per i primi 5 anni)
Tuttavia, ci sono anche criticità:
- Nessuna copertura automatica per malattia, ferie o maternità
- Obbligo di gestione amministrativa e fiscale (anche se semplificata con un commercialista)
- Nessuna tredicesima o TFR
I pro e i contro del contratto di lavoro
Il contratto di lavoro subordinato è preferibile per chi cerca sicurezza e stabilità. Tra i principali vantaggi troviamo:
- Stipendio fisso e continuativo
- TFR, ferie pagate, malattia e contributi pensionistici garantiti
- Tutela legale e sindacale in caso di controversie
- Accesso a maternità/paternità retribuite, NASpI e welfare aziendale
I contro?
- Maggiore rigidità negli orari e nelle modalità operative
- Minore autonomia professionale
- Carriera e stipendio spesso legati a scatti o contrattazione collettiva
Come spiegato da Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, la scelta dipende molto anche dal settore: “In ambito creativo e digitale, la partita IVA offre più libertà. Nella pubblica amministrazione e nelle grandi aziende, il contratto garantisce tutele imprescindibili.”
Conclusione
Non esiste una scelta giusta in assoluto: la migliore opzione dipende dal tuo profilo, dalle tue priorità e dal settore in cui operi. L’importante è conoscere bene le regole e valutare con attenzione vantaggi e criticità di entrambe le soluzioni.
Per approfondire: