In ogni azienda, piccola o grande che sia, la gestione dei rischi è un po’ come una partita a scacchi: bisogna anticipare le mosse dell’avversario (le minacce) per proteggere il re (il business). Ma chi sono i giocatori di questa partita strategica? Un gruppo di persone con ruoli ben precisi, un vero e proprio team che lavora nell’ombra per garantire un futuro sereno all’organizzazione.

La Cabina di Regia: I Cervelli del Rischio
Allora, chi tiene le fila di tutto questo processo? Al centro di ogni squadra di valutazione dei rischi c’è una figura chiave, il Risk Manager. Immaginalo come il regista di un film: non recita ogni scena, ma ha la visione d’insieme e dirige tutti gli attori. Il suo compito è orchestrare l’intero processo, definire le metodologie da usare e assicurarsi che tutti parlino la stessa lingua. Secondo uno studio di AON, il 78% delle aziende con un programma di gestione del rischio maturo ha una figura dedicata a questo ruolo, a riprova della sua importanza cruciale.
Ma il Risk Manager non è un lupo solitario. Al suo fianco operano gli esperti di settore, ovvero i responsabili delle diverse aree aziendali (produzione, IT, finanza, etc.). Chi meglio di loro conosce i pericoli specifici del proprio campo? Sono le sentinelle sul territorio, coloro che hanno il polso della situazione e possono identificare una minaccia prima che diventi un problema serio. La loro conoscenza diretta è l’ingrediente segreto per un’analisi accurata.
Non Solo Tecnici: A Chi Altro Tocca?
E poi? Pensare che la valutazione dei rischi sia solo roba per tecnici è un errore comune. In realtà, è un gioco di squadra che coinvolge tutta l’azienda, dal vertice alla base. Il management e la direzione aziendale, ad esempio, hanno il compito di definire la “propensione al rischio”, cioè quanto l’azienda è disposta a rischiare per raggiungere i propri obiettivi. È una decisione strategica fondamentale che dà la rotta a tutto il team.
Un altro ruolo spesso sottovalutato è quello del responsabile della conformità (Compliance Officer). Il suo compito è assicurarsi che l’azienda rispetti tutte le leggi e i regolamenti, un aspetto che, se trascurato, può trasformarsi in un rischio legale ed economico enorme. Pensiamo alla normativa sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/08) o al GDPR per la privacy: ignorarle non è un’opzione.
Infine, non dimentichiamoci dei lavoratori. Sì, proprio loro. Ogni persona all’interno dell’organizzazione è un sensore prezioso, capace di segnalare anomalie e potenziali pericoli. Una loro partecipazione attiva rende il sistema di gestione dei rischi non solo più efficace, ma anche più vivo e partecipato.
Conclusione
La valutazione dei rischi non è un compito per un singolo eroe, ma un’attività corale che richiede competenze diverse e una collaborazione costante. Un team ben assortito, dove ogni membro conosce il proprio spartito, è la migliore assicurazione che un’azienda possa avere sul proprio futuro.
Per approfondire e consultare le linee guida ufficiali, puoi fare riferimento a fonti autorevoli come il sito dell’INAIL per la sicurezza sul lavoro o gli standard internazionali dell’ISO (International Organization for Standardization), in particolare la norma ISO 31000.