Borghi della Campania da visitare almeno una volta

La Campania non è solo Napoli, Capri e la Costiera Amalfitana più fotografata: a pochi chilometri dalle mete affollate si nasconde una rete di borghi che raramente finiscono nei itinerari standard, ma che meritano una tappa quanto (se non più) delle località più note.

Si tratta di paesi molto diversi tra loro: alcuni si affacciano sul mare e vivono di pesca e turismo da secoli, altri sono arroccati nell’entroterra irpino e sannita, tra castelli medievali, cattedrali panoramiche e case scavate nel tufo. Quello che li accomuna è la possibilità di vivere la Campania a un ritmo più lento, spesso con meno traffico e meno code rispetto a Positano o Amalfi in alta stagione.

Qui sotto trovi una selezione di dieci borghi, divisi per area geografica, con le indicazioni pratiche per organizzare la visita.

Costiera Amalfitana e Cilento: i borghi sul mare

Furore

Furore non ha nemmeno una vera piazza: è un insieme di case sparse lungo la costiera, famoso soprattutto per il Fiordo di Furore, un’insenatura stretta tra pareti rocciose che si raggiunge con una breve scalinata dal ponte sulla strada statale. Il paese è noto anche come “paese dipinto”, per i murales che decorano molte facciate. È una tappa comoda anche solo per una sosta di un paio d’ore lungo il percorso tra Amalfi e Positano.

Atrani

A un passo da Amalfi, ma molto meno affollato, Atrani è uno dei comuni più piccoli d’Italia per estensione: un dedalo di vicoli, scalinate e archi che si apre sulla piccola Piazza Umberto I, a pochi metri dalla spiaggia. Vale la visita anche la chiesa di San Salvatore de’ Birecto, storicamente legata alle cerimonie di incoronazione dei dogi della Repubblica di Amalfi.

Conca dei Marini

Conca dei Marini è circondata da terrazzamenti di limoni e ospita la Grotta dello Smeraldo, una cavità naturale raggiungibile via mare o tramite un ascensore dalla strada, dove la luce che filtra dall’acqua crea riflessi verde smeraldo. Il paese rivendica anche l’origine della sfogliatella “Santa Rosa”, antenata della più nota sfogliatella riccia.

Castellabate

Nel Cilento, Castellabate è un borgo medievale costruito intorno al Castello dell’Abate, fatto edificare nel XII secolo dai monaci benedettini. Il centro storico, con le sue viuzze e i suoi archi, domina il golfo e le frazioni costiere come Santa Maria di Castellabate e San Marco, più orientate al mare e alla vita balneare estiva.

L’isola: Sant’Angelo d’Ischia

Sant’Angelo è una frazione del comune di Serrara Fontana, sull’isola d’Ischia, e resta uno dei pochi angoli della Campania dove le auto non possono entrare: si arriva a piedi o con piccoli taxi elettrici. Il borgo, un tempo villaggio di pescatori, si sviluppa intorno a un piccolo porticciolo dominato da un promontorio roccioso collegato alla terraferma da un istmo sabbioso. Nei dintorni si trovano anche le fumarole e le sorgenti termali naturali che caratterizzano questa parte dell’isola.

Irpinia e Sannio: i borghi dell’entroterra

Meno conosciuta del litorale, la parte interna della Campania custodisce alcuni dei borghi più autentici della regione, molti dei quali riconosciuti tra “I Borghi più belli d’Italia”.

Sant’Agata de’ Goti

In provincia di Benevento, Sant’Agata de’ Goti sorge su uno sperone di tufo che ne segna anche l’urbanistica: parte del centro storico è letteralmente scavata nella roccia. Da vedere il Ponte sul torrente Martorano, la Cattedrale, il Castello Ducale e la chiesa dell’Annunziata. È anche un buon punto di partenza per assaggiare i vini della zona, terra di Falanghina e Aglianico.

Zungoli

In Irpinia, Zungoli è dominato dal castello normanno e da un reticolo di grotte tufacee scavate nel corso dei secoli, un tempo utilizzate come cantine e depositi e oggi in parte visitabili. Il borgo è famoso anche per la produzione di formaggio stagionato proprio in queste grotte naturali.

Gesualdo

Gesualdo, sempre in provincia di Avellino, prende il nome dalla famiglia che vi costruì il castello rinascimentale, tra cui spicca la figura di Carlo Gesualdo, principe e compositore vissuto a cavallo tra Cinquecento e Seicento. Il centro storico si sviluppa attorno alla fortezza, con un impianto medievale ancora ben leggibile.

Nusco

Soprannominato il “balcone dell’Irpinia” per la posizione panoramica a circa 900 metri di quota, Nusco è sede vescovile fin dall’alto medioevo. Dal belvedere di Porta Molino lo sguardo spazia sulle valli circostanti; da vedere anche la Cattedrale di Sant’Amato nel cuore del paese.

Casertavecchia

Non lontano dalla Reggia di Caserta, ma su un altro registro, Casertavecchia è il nucleo medievale originario della città, abbandonato progressivamente a partire dal Trecento in favore della pianura sottostante. Il cuore del borgo è il Duomo di San Michele Arcangelo, con la sua torre campanaria e gli influssi arabo-normanni; intorno, vicoli in pietra e piccole botteghe artigiane.

Consigli pratici: quando andare e come muoversi

I mesi di primavera (aprile-giugno) e inizio autunno (settembre-ottobre) sono generalmente il periodo migliore per visitare i borghi campani: temperature miti, meno affollamento rispetto all’estate e maggiore facilità nel trovare parcheggio nei centri costieri, che in alta stagione possono avere accessi limitati alle auto.

Per i borghi della Costiera Amalfitana e del Cilento conviene muoversi con mezzi pubblici quando possibile: le strade sono strette e tortuose, e in estate il traffico può allungare notevolmente i tempi di percorrenza. I borghi dell’entroterra irpino e sannita, al contrario, sono in genere raggiungibili più comodamente in auto, ma con collegamenti pubblici più limitati, quindi vale la pena verificare in anticipo orari e frequenze se non si dispone di un mezzo proprio.

Molti di questi paesi sono piccoli e in parte pedonali: scarpe comode sono quasi sempre indispensabili, soprattutto nei centri storici con scalinate e vicoli in pietra come Atrani, Furore o Casertavecchia. Per orari di musei, chiese e grotte, così come per eventuali biglietti d’ingresso, è sempre consigliabile controllare le informazioni aggiornate sui siti ufficiali dei comuni o dei punti di interesse prima della visita, perché possono variare stagionalmente.

In sintesi

Dalla Costiera Amalfitana all’Irpinia, passando per Ischia e il Cilento, la Campania offre un ventaglio di borghi molto diversi tra loro per paesaggio e atmosfera, ma accomunati da una scala più umana rispetto alle grandi mete turistiche della regione. Che si tratti di una gita di un giorno o di una vacanza itinerante, vale la pena inserirne almeno qualcuno nel proprio percorso, magari alternando costa ed entroterra per vedere le due anime della regione.

Sources:

By Redazione Campania

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