Differenza tra VAM e valore di mercato di un terreno agricolo

Due terreni agricoli della stessa superficie possono avere lo stesso VAM e, nello stesso momento, essere venduti a prezzi molto diversi. È proprio qui che nasce gran parte della confusione.

Il VAM, o Valore Agricolo Medio, è un valore tabellare determinato per specifiche regioni agrarie e tipi di coltura. Il valore di mercato, invece, stima quanto uno specifico terreno può realisticamente valere in una compravendita, considerando posizione, caratteristiche del fondo, accessibilità, produttività, vincoli e andamento delle transazioni locali.

Che cos’è il VAM di un terreno agricolo

VAM significa Valore Agricolo Medio. Non rappresenta automaticamente il prezzo al quale un proprietario può vendere il proprio terreno.

L’articolo 41 del D.P.R. 327/2001 prevede che, nell’ambito delle singole regioni agrarie, la commissione competente determini entro il 31 gennaio di ogni anno il valore agricolo medio riferito all’anno solare precedente, distinguendo i terreni secondo i tipi di coltura effettivamente praticati.

Le tabelle possono quindi riportare valori diversi per seminativo, vigneto, oliveto, frutteto, prato, pascolo e altre qualità colturali, a seconda della classificazione utilizzata nel territorio interessato.

Un esempio concreto si trova nelle tabelle pubblicate dalle amministrazioni competenti: per il 2026 la Commissione provinciale espropri di Bergamo riporta valori espressi in euro al metro quadrato distinti sia per tipo di coltura sia per regione agraria.

Il VAM è dunque un valore medio territoriale e colturale, non la stima analitica di una singola particella.

Che cos’è invece il valore di mercato

Il valore di mercato cerca di rispondere a una domanda molto diversa: quanto potrebbe essere pagato quel preciso terreno in condizioni normali di mercato?

Qui non basta sapere che al Catasto risulta, per esempio, un seminativo di 10.000 metri quadrati.

Due seminativi confinanti possono avere quotazioni differenti se uno dispone di accesso diretto dalla strada, irrigazione e forma regolare, mentre l’altro è difficilmente raggiungibile, frammentato o soggetto a limitazioni che ne riducono l’utilizzo.

Nella valutazione possono incidere, tra gli altri:

  • ubicazione e facilità di accesso;
  • superficie e conformazione del fondo;
  • disponibilità di acqua e impianti irrigui;
  • qualità e produttività del terreno;
  • colture e impianti presenti;
  • eventuali fabbricati rurali;
  • pendenza ed esposizione;
  • servitù e altri vincoli;
  • frammentazione delle particelle;
  • domanda di terreni agricoli nella zona;
  • prezzi effettivamente rilevati nelle compravendite comparabili.

L’elenco non costituisce una formula universale. Il peso di ciascun elemento cambia molto da una zona all’altra e, soprattutto, dal tipo di terreno.

VAM e valore di mercato: qual è la vera differenza?

La differenza principale è nel metodo con cui nasce il valore.

Il VAM deriva da tabelle riferite a una regione agraria e a una determinata coltura. Il valore di mercato nasce invece dall’esame del singolo immobile e del mercato locale.

In termini pratici:

VAMValore di mercato
È un valore medioÈ riferito allo specifico terreno
Dipende dalla regione agrariaDipende dalla posizione concreta
È distinto per tipo di colturaConsidera molte caratteristiche del fondo
Deriva da tabelle ufficialiRichiede normalmente un’analisi estimativa
Non equivale necessariamente al prezzo di venditaMira a stimare il prezzo ottenibile sul mercato
Può essere molto distante dai prezzi reali della zonaTiene conto, quando disponibili, delle compravendite comparabili

Per questo prendere il VAM, moltiplicarlo per i metri quadrati e considerare il risultato come prezzo corretto di vendita può portare a valutazioni sbagliate.

Come si calcola il VAM

Il proprietario normalmente non deve costruire il VAM partendo da zero.

Bisogna prima individuare:

  1. la regione agraria nella quale ricade il terreno;
  2. la qualità di coltura interessata;
  3. la tabella VAM pertinente e l’anno di riferimento;
  4. il valore unitario previsto dalla tabella.

Una volta individuato il valore espresso, per esempio, in euro al metro quadrato, il calcolo puramente matematico consiste nel moltiplicarlo per la superficie interessata.

Il passaggio delicato viene prima: scegliere la tabella, la regione agraria e la coltura corrette.

Non bisogna neppure presumere che un valore trovato online per una provincia vicina, o relativo a un anno precedente, possa essere utilizzato indistintamente. Le tabelle ufficiali variano territorialmente e vengono periodicamente determinate dalle amministrazioni competenti. Le pubblicazioni ufficiali del 2026 mostrano chiaramente questa suddivisione per regioni agrarie e colture.

Come si determina il valore di mercato di un terreno agricolo

Per ottenere una valutazione commerciale attendibile si parte normalmente dall’analisi del bene e dal confronto con il mercato locale.

Uno degli errori più frequenti è confrontare semplicemente gli annunci immobiliari. Il prezzo richiesto dal venditore non coincide necessariamente con quello al quale la compravendita viene effettivamente conclusa.

Sono molto più interessanti, quando disponibili e realmente comparabili, i dati relativi a compravendite avvenute nella stessa area.

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione anche il servizio di consultazione dei valori immobiliari dichiarati, che contiene informazioni ricavate dagli atti registrati, compreso il corrispettivo dichiarato e la presenza di particelle di terreno negli atti interessati.

Il confronto deve comunque essere fatto con attenzione. Un terreno di cinque ettari non può essere automaticamente confrontato con una piccola particella di 1.000 metri quadrati soltanto perché si trova nello stesso Comune.

Perché il VAM può essere molto più basso del valore di mercato

Non si tratta necessariamente di un errore nella tabella.

Il VAM nasce come valore medio riferito a una determinata coltura e regione agraria. Non è costruito per riprodurre tutte le peculiarità che il mercato attribuisce a una singola proprietà.

Il problema è stato particolarmente rilevante anche in materia di espropriazione.

Con la sentenza n. 181 del 2011, la Corte costituzionale ha dichiarato costituzionalmente illegittimo il sistema che, per determinate aree non edificabili, determinava l’indennità sulla base del VAM senza mantenere un ragionevole collegamento con il valore di mercato del bene. La decisione ha interessato anche i commi 2 e 3 dell’articolo 40 del D.P.R. 327/2001.

È un passaggio da non trascurare perché online si trovano ancora spiegazioni che trattano il VAM come criterio generale e automatico per determinare il valore di qualsiasi terreno agricolo.

Non è così.

Il VAM si usa ancora?

Sì. Dire che la sentenza della Corte costituzionale abbia semplicemente “abolito il VAM” sarebbe impreciso.

L’articolo 41 del Testo unico sulle espropriazioni continua a prevedere la determinazione periodica dei valori agricoli medi, e le amministrazioni continuano infatti a pubblicarne le relative tabelle.

Lo stesso articolo 40 conserva, tra l’altro, al comma 4 il riferimento a un’indennità aggiuntiva per il proprietario coltivatore diretto o imprenditore agricolo a titolo principale, determinata in misura pari al VAM corrispondente al tipo di coltura effettivamente praticata.

Quello che non bisogna fare è trasformare il VAM in una sorta di listino universale dei terreni agricoli.

Quanto vale realmente un ettaro di terreno agricolo?

Non esiste una cifra nazionale attendibile valida per tutti i terreni.

Anche chiedere genericamente “quanto vale un ettaro di terreno agricolo?” senza indicare almeno Comune, caratteristiche e destinazione del fondo produce inevitabilmente una risposta approssimativa.

Un ettaro corrisponde a 10.000 metri quadrati, ma la superficie è soltanto uno degli elementi della valutazione.

Pensiamo, per esempio, a due appezzamenti della stessa estensione. Un terreno pianeggiante, irriguo, facilmente raggiungibile da mezzi agricoli e inserito in un’area dove c’è forte richiesta può avere un interesse commerciale ben diverso da un fondo isolato e senza accesso agevole.

La qualità catastale, da sola, non racconta tutto.

Si può usare il VAM per stabilire il prezzo di vendita?

Come riferimento conoscitivo, sì. Come prezzo automatico di vendita, no.

Un proprietario che trova nella tabella un VAM di una certa cifra al metro quadrato non dovrebbe concludere che quello sia necessariamente il prezzo minimo, massimo o “ufficiale” al quale vendere.

Nella pratica è proprio qui che nascono molti equivoci: si prende un dato nato per uno specifico contesto estimativo e amministrativo e lo si trasforma in una quotazione immobiliare.

Per una compravendita, soprattutto quando il valore economico è rilevante, è più prudente raccogliere dati su transazioni comparabili e, se necessario, richiedere una stima a un tecnico abilitato che conosca il mercato agricolo locale.

Anche l’Agenzia delle Entrate precisa, parlando delle proprie quotazioni OMI immobiliari, che valori territoriali generali non possono sostituire una stima puntuale del singolo immobile. Il principio pratico è utile anche qui: un dato medio non descrive automaticamente tutte le caratteristiche di una proprietà concreta.

Attenzione a non confondere VAM, valore catastale e valore di mercato

Sono concetti diversi.

Il VAM è il valore agricolo medio determinato per regione agraria e coltura.

Il valore di mercato riguarda il presumibile valore commerciale della proprietà.

I redditi dominicale e agrario, invece, sono dati catastali utilizzati per finalità fiscali e reddituali e seguono regole proprie. L’Agenzia delle Entrate chiarisce, per esempio, che il reddito dominicale e quello agrario derivano dagli atti catastali e dalle relative tariffe d’estimo.

Usare uno di questi dati al posto dell’altro significa confrontare grandezze nate per finalità differenti.

Un esempio pratico

Immaginiamo un terreno di 20.000 metri quadrati classificato come seminativo.

La tabella VAM competente attribuisce alla relativa coltura un determinato valore per metro quadrato. Moltiplicando quel valore per 20.000 si ottiene il risultato derivante dall’applicazione della tabella.

Questo calcolo, però, non dimostra che il terreno possa essere venduto a quella cifra.

Per stimarne il valore commerciale bisognerà verificare cosa viene effettivamente pagato per terreni confrontabili, correggendo il confronto in funzione delle caratteristiche specifiche del fondo.

Se nella zona terreni simili sono particolarmente richiesti perché irrigui, accorpati e facilmente accessibili, il mercato potrebbe attribuire loro un valore sensibilmente diverso dal VAM. Può accadere anche il contrario in presenza di caratteristiche fortemente penalizzanti.

Domande frequenti

Il VAM corrisponde al prezzo minimo di vendita di un terreno agricolo?

No. Il VAM non costituisce automaticamente il prezzo minimo al quale un privato deve vendere il terreno. È un valore medio determinato secondo criteri territoriali e colturali. Il prezzo di compravendita dipende invece dalle caratteristiche del bene e dalle condizioni del mercato locale.

Dove posso trovare il VAM di un terreno?

Occorre cercare le tabelle ufficiali relative alla provincia o al territorio competente, individuando la regione agraria e il tipo di coltura. Le tabelle possono essere pubblicate su bollettini regionali, siti delle Province, Città metropolitane o delle amministrazioni competenti.

VAM e valore catastale sono la stessa cosa?

No. Il VAM è un valore agricolo medio riferito alle colture e alle regioni agrarie. I dati catastali relativi ai terreni, come reddito dominicale e reddito agrario, hanno natura e finalità diverse e non rappresentano automaticamente il prezzo commerciale del fondo.

Il VAM può essere superiore al valore di mercato?

Non esiste una regola secondo cui debba necessariamente essere più basso. Poiché VAM e valore commerciale vengono determinati con criteri differenti, possono verificarsi scostamenti in entrambe le direzioni. Per sapere quanto vale realmente il fondo bisogna esaminare il mercato e le caratteristiche specifiche.

Chi può stimare il valore commerciale di un terreno agricolo?

Quando serve una valutazione formalizzata è opportuno rivolgersi a un professionista abilitato con competenze estimative, fornendogli dati catastali, caratteristiche del fondo e documentazione disponibile. Per compravendite o controversie economicamente rilevanti è preferibile non basarsi esclusivamente su tabelle generiche reperite online.

Conclusione

Il VAM è un dato utile, ma va utilizzato per ciò che realmente rappresenta. Se la domanda è “quanto posso chiedere per vendere questo terreno?”, la risposta non si trova semplicemente nella tabella VAM: bisogna guardare al terreno concreto e al suo mercato.

Per espropri, successioni, divisioni, contenziosi o operazioni con conseguenze fiscali rilevanti, la finalità della valutazione cambia anche il metodo da adottare: conviene quindi verificare il caso con un tecnico o professionista competente.

Fonti attendibili

By Redazione Campania

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